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La convergenza strisciante tra destra e sinistra: i valori del cristianesimo sotto assedio PDF Stampa E-mail

Il pensiero unico, che Augusto Del Noce definì “totalitarismo della dissoluzione”, rappresenta l’esito catastrofico delle filosofie fondate sul rifiuto del Cristianesimo.
Quale frutto della sotterranea intenzione di tali filosofie oggi si compie il rovesciamento delle promesse pseudo-messianiche nel dominio di un’economia di rapina e di corruzione.
L’osservazione realistica del potere malavitoso – malavitoso in quanto indirizzato alla produzione di un disordine avverso all’onesto vivere – obbliga a riconoscere che l’assedio al Cattolicesimo rappresenta la circolazione degli errori “ultimi” da destra a sinistra e da sinistra a destra.
Il cerchio dell’anticristianesimo si chiude sulla convergenza degli errori un tempo ritenuti opposti e irriducibili.
A destra avanza il mito del superuomo affranto e perciò inteso all’immoralità quale via di fuga da una vita deformata dal pessimismo.
A sinistra la disperazione discende dalle filosofie sessantottine, che hanno affondato l’illusione comunista nelle filosofie crepuscolari, un tempo patrimonio della destra salottiera.
I cattivi maestri della destra decadente, Nietzsche e Heidegger, hanno suggestionato i maestri della delusione a sinistra, Benjamin, Bloch, Marcuse, Taubes, Cacciari ecc., trascinandoli all’approdo nichilistico.
Espressione di questo paradossale scambio delle parti è la sentenza del guru Eugenio Scalfari, secondo cui gli autori della sinistra contemporanea sono i classici interpreti del pessimismo radicale, Leopardi, Schopenhauer e Nietzsche.
Al centro della mentalità anticristiana, infine, s’intravede il replicante fantasma del “cristianesimo tedesco”, cioè la teologia capovolta in conformità ad oscure eresie. Il cristianesimo tedesco, infatti, è stato usato dagli atei militanti nel partito nazista per screditare e calunniare, come fecero gli gnostici, il Dio dell’Antico Testamento e, in ultima analisi, per produrre la rovinosa e velenosa dissociazione della fede in Cristo dalla fede nel Creatore.
Ora questa tenebrosa teologia è il filo sotterraneo che unisce gli ispiratori della nuova sinistra (i citati Benjamin, Bloch ecc.) ai maestri striscianti fra le righe della logorrea buonista e qualunquista della nuova destra.
Nel segno di una tale associazione di pensieri desolanti si è organizzata la devastante macchina da guerra di un ateismo a tutto tondo.
Anche la politica inizia ad affiancare questo percorso con un aggiramento delle posizioni legate all’ispirazione cristiana, per saldare in prospettiva, con una inedita nuova maggioranza politica, una pseudo-destra e una pseudo-sinistra che, abbandonate le contrapposizioni culturali e ideali, possono finalmente incontrarsi sul comune terreno di una antropologia individualista.
E’ pertanto urgente che i cattolici, consapevoli della minaccia incombente sull’Italia fedele, si incontrino e si organizzino in vista di una strategia per l’autodifesa e per la rivendicazione dei diritti del popolo alla tranquillità nell’ordine.
Premessa dell’incontro è il riconoscimento dell’assoluta novità dello scenario attuale. Pertanto le illusioni nutrite dalle avanguardie cristiane intorno al compromesso con gli interpreti politici del pensiero moderno, devono essere deposte e archiviate, dal momento che il pensiero moderno si è rovesciato nella perfetta negazione delle sue promesse messianiche.
Il pensiero moderno ha subito un triplice scacco: la rivelazione dell’orrore nazista, coerente applicazione di quel nazionalismo giacobino che (nella Marsigliese) prometteva di fecondare i solchi della civiltà neopagana con il sangue degli impuri; la denuncia di Kruscev degli orrori staliniani e, infine, lo svelamento del motore truffaldino del liberalismo al traino della finanza selvaggia.
L’alleanza dei movimenti cattolici, che attualmente agiscono in ordine sparso, deve dimostrare la consapevolezza della disfatta delle ideologie senza però trascurare l’eventualità di “colpi di coda” mossi dalla disperazione, ossia il pericolo incombente su quanti attribuiscono un significato alla vita umana e non intendono disperderne il bene nella ricerca dello stordimento servile e dell’estenuazione viziosa.

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