|
Appello di Gerardo Bianco, Bartolo Ciccardini e Publio Fiori per una nuova "Camaldoli" |
|
|
|
Caro Collega,
anche a nome di Gerardo Bianco e di Bartolo Ciccardini Ti comunico che il prossimo incontro per una “Nuova Camaldoli” è fissato a Roma per Giovedì 22 Ottobre p.v.
Siamo convinti, infatti, che sia sempre più urgente una iniziativa sul versante del cattolicesimo politico.
Tutti ci domandiamo con apprensione da dove e come possa nascere nella attuale situazione “la nuova generazione” auspicata da Papa Benedetto.
Ma notiamo una grande stanchezza nella presenza dei cattolici nel sociale, una tentazione di restare chiusi nel privato, una dispersione in iniziative settoriali, una incapacità di collaborare fra movimenti diversi e fra organismi aventi lo stesso obiettivo.
Ci pare che ci sia un indebolimento nelle iniziative di carità sociale ed una mancanza di quel principio organizzatore di ogni azione che si chiama responsabilità del bene comune.
L’amore per l’Italia e per la sua unità, la fratellanza e la solidarietà, il senso della giustizia che animava l’azione dei cattolici sembra non esserci più. Eppure mai in questo momento, di fronte alla crisi di tutte le ideologie, è apparso vivo e presente l’insegnamento della Chiesa sulla soluzione dei massimi problemi del mondo globalizzato e della società edonistica.
Da dove viene questa quieta rassegnazione, questa rinuncia e questa abdicazione? Persino la rivendicazione importante di principi a cui non si può rinunciare appare come protesta di minoranze settarie e non come esigenza etica di una comunità che ha profonde radici e senso di responsabilità.
Noi, che sappiamo la nostra storia, che abbiamo avuto responsabilità importanti, che abbiamo vissuto gli slanci di altre generazioni non possiamo fare molto.
Ma qualcosa di importante possiamo ancora fare per la nuova generazione. Dare una testimonianza del passato, mettere a disposizione la nostra esperienza, coltivare, aiutare a crescere, irrigare con amore i semi che abbiamo seminato. Dobbiamo far nascere degli eredi a cui consegnare la nostra eredità.
Come? Un progetto ci è venuto in mente, in forma confusa, parlandone in privato con molti. Vogliamo parlarne seriamente. Non per lamentarcene o dolercene, ma per deciderlo e farlo con le nostre mani.
Ti aspettiamo.
Publio Fiori |
|
|
|