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Comunicato della Segreteria di Stato Vaticana del 4 ottobre 2008 h. 14,48 |
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"Le associazioni, i movimenti ed i gruppi di ispirazione cattolica, nonché tutte le componenti della società devono impegnarsi, con rispetto reciproco, a conseguire nella comunità quel vero bene dell’uomo di cui i cuori e le menti" degli italiani "nutriti da venti secoli di cultura impregnata di cristianesimo, sono ben consapevoli".
Lo sottolinea un comunicato della Segreteria di Stato Vaticana, riportando e facendo proprie le espressioni di Benedetto XVI pronunciate stamane durante l’incontro ufficiale al Quirinale con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
"L’attuale contingenza politica, anche alla luce delle indicazioni di Benedetto XVI, deve poter riscoprire – si legge nel comunicato – la presenza della testimonianza cristiana attraverso un rinnovato impegno e prassi (da cattolici in politica) ispirata ai principi inalienabili della dignità della persona, del rispetto della vita, in tutto l’arco dell’esistenza e dei più deboli ed emarginati della società. C’è insomma bisogno di uomini nuovi per un nuovo impegno politico e sociale nella prospettiva del bene comune".
"In tale difficile compito un prezioso 'vivaio' è costituito – sottolinea il comunicato vaticano – dai molti appartenenti ad associazioni, movimenti e gruppi di ispirazione cattolica. Essi, però, stanno, da tempo, peccando d’una sorta di narcisismo comportamentale, di chiusura, di isolamento operativo che tende al protagonismo scandito dalla gara per la visibilità. Atteggiamenti, questi, che tradiscono la dimensione ecclesiale delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi. Tale ecclesialità deve tendenzialmente manifestarsi con la difesa della Chiesa offesa giornalmente dalla tracotanza laicista dei negatori palesi ed occulti della Verità sull’uomo. Occorre allora riscoprire secondo quanto insegna il Vaticano II, proprio quella 'ecclesialità' che sembra affievolirsi in questo contesto politico-sociale".
"Crediamo – si legge ancora nel documento diffuso dalla Segreteria di Stato – nella necessità di uno strumento che non sia soltanto nominale ma efficacemente operativo. Ci si riferisce ad un 'coordinamento' permanente delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi. Tale coordinamento dovrebbe avere il compito di rinsaldare i vincoli di fratellanza, di operare da ponte di comunicazione tra i soggetti ecclesiali, di favorire una prassi comune nella dimensione politica e sociale".
"Più che mai è urgente un impegno visibile dal laicato cattolico nella realtà politica e sociale anche nella dimensione di controllo nel rispetto dei diritti. E ciò – sottolinea il comunicato – attraverso la pubblica denuncia delle omissioni, delle manipolazioni e delle contraffazioni specialmente sul terreno dei diritti negati o concessi subdolamente come elargizione dall’alto. Più che mai oggi si assiste ad una sistematica vanificazione del diritto anche nelle sedi istituzionali più alte e rappresentative (ad esempio da mesi il Senato non ratifica la vittoria di un ricorso circa l’assegnazione di un seggio senatoriale in Puglia). Se il laicato cattolico non opera visibilmente sul terreno dei diritti umani non può dirsi tale, cioè cattolico. Se usa la politica e patteggia con essa rinunciando al suo diritto di critica e di controllo tradisce 'l’in sé' del suo essere nella Chiesa e nel consorzio umano".
"Tra le istituzioni laicali della Santa Sede il Nuovo Consiglio Superiore delle Arti e dell’Artigianato (attualmente ne è presidente l’On. Giovanni Mealli) può – conclude il comunicato della Segreteria di Stato – assolvere a tale compito in quanto soggetto giuridico internazionale che si inquadra ed opera, nell’alveo dei Patti Lateranensi, tra Santa Sede e Stato Italiano. Il compito che si appresta ad onorare certo comporta non poche difficoltà, anche per la ben nota “gelosia” di autonomia delle associazioni, dei movimenti dei gruppi, i quali rifuggono da ogni tipo di mediazione o intermediazione. Il coordinamento – va ricordato – non intacca le rispettive ispirazioni spirituali e finalità istituzionali, anzi se attuato su tematiche ed emergenze specifiche esalta i carismi di ognuno, riportando le pluralità dell’unità; diversità dei carismi nell’unità della missione". (ANSA)
CHR 04-OTT-08 14:48 NN PPANNN |
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