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La costituente di centro: Fiori (Rdc), Casini e l'"asino di Buridano". |
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“La celebre favola del filosofo francese Giovanni Buridano (1295-1358) è sempre di grande attualità perché vuole ricordare a tutti che la volontà, senza una predeterminazione dell’intelletto fondata su principi e valori, non è in grado di fare scelte. Così l’asino che, davanti a due mucchi eguali di fieno, non è capace di scegliere e muore di fame”.
Lo ha dichiarato Publio Fiori, Segretario di RDC, in una nota in cui invita l’On. Casini ad una scelta coraggiosa perché alternativa ai due schieramenti.
“Il tema della favola – ha proseguito Fiori -, che era già stato enunciato da Aristotele e Dante, vuole testimoniare l’impotenza della volontà se non è guidata da riferimenti ideali e razionali. Dunque, la volontà di potere non porta al rinnovamento della politica, ma al suo contrario”.
“Ben comprendo – ha detto ancora Fiori – le obiettive difficoltà in cui è costretto a muoversi l’amico Pierferdinando tra spinte interne all’UDC e corteggiamenti esterni; ma ci sono momenti nella vita politica in cui è necessario rischiare con decisioni nette e coraggiose anziché con posizioni ambigue che equivalgono a non-scelte e che ci riportano alla mente la favola di Buridano: specie in una fase come l’attuale dove il cattolicesimo è attaccato da destra e da sinistra”.
“Per queste ragioni – ha concluso Fiori – chiediamo a Casini di sottrarsi all’imbarazzante scelta tra i due poli e, peggio ancora, alla non-scelta delle alleanze variabili ‘a macchia di leopardo’ per unirsi, invece, all’iniziativa politica di ‘Rinascita Popolare’ (ma il nome non è un problema) che, rispettando l’autonomia e l’identità dei singoli partecipanti, punti alla presentazione in tutte le regioni di una unica lista d’ispirazione cristiana con precise connotazioni ideali e programmatiche. Il cattolicesimo politico non merita di fare la fine dell’asino di Buridano”. |
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