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Assemblea per una piattaforma istituzionale, politica e programmatica PDF Stampa E-mail

ASSEMBLEA NAZIONALE PER UNA PIATTAFORMA ISTITUZIONALE, POLITICA E PROGRAMMATICA.

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DEMOCRAZIA “INCLUSIVA” ED “ESCLUSIVA”. E’ sempre più diffuso un senso di disagio per una sensazione di progressivo allontanamento dalla c.d. “democrazia inclusiva”; da quella democrazia, cioè, che tende ad includere progressivamente nell’area delle libertà e dei diritti fasce sempre più ampie di popolazione.
La domanda è: stiamo chiamando il popolo a farsi carico di pezzi di responsabilità o, al contrario, stiamo concentrando il potere in poche mani?

INDIVIDUALISMO E PERSONALISMO
. Si ha come l’impressione di andare verso una democrazia c.d. “esclusiva” che, cioè, tende ad escludere i cittadini e, quindi, il patrimonio dei valori della loro storia che vengono sempre più spesso enunciati e sostanzialmente inattuati. Ma, quando i valori vengono proclamati troppo e praticati poco, finiscono per impoverirsi e l’individuo, privato della sua storia, della consapevolezza della propria esistenza, del suo ruolo sociale e degli interrogativi sul proprio destino, perde la dignità e la centralità che gli spetta.
Una politica popolare e democratica deve, invece, farlo uscire dalla massa, dall’indistinto e dallo sfruttamento; ma anche dagli egoismi, individuali e geografici, e da una visione della vita scollegata dal contesto sociale.

UNA POLITICA NEO-PERSONALISTA
. Una politica neo-personalista ruota intorno al principio di sussidiarietà così come indicato dagli artt. 2, 3 e 118 della Costituzione che lascia intravedere uno stato diverso, con una funzione moderatrice; che usa la spesa pubblica per dare ai cittadini la possibilità di sviluppare in pieno la propria creatività per iniziative al servizio della collettività. Per risolvere i conflitti distributivi secondo principi etici e di giustizia. Quindi, una “politica di bilancio” dove le modeste risorse dello Stato vengano finalmente distolte da inaccettabili privilegi (finanziamento pubblico dei partiti, contributi all’editoria, agevolazioni fiscali alle banche, eccessivi costi delle istituzioni rappresentative, ecc. ecc.) per essere riservate all’obiettivo di garantire a tutti un adeguato tenore di vita e un decente livello dei servizi pubblici e sociali. Ma, anche e soprattutto, per favorire autonome iniziative dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività d’interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà (art. 118 Cost.).

UNA PIATTAFORMA POLITICA
. L’assemblea dell’11 ottobre si propone, dunque, di costruire una intesa politica di tipo federale tra soggetti diversi che si riconoscano in queste linee guida.. Su tre punti.
1. La questione istituzionale e Costituzionale : democrazia inclusiva o esclusiva? Pluralismo o individualismo”. Una democrazia parlamentare degna di questo nome non può accettare sbarramenti irrazionali, premi di maggioranza illimitati e l’abolizione delle preferenze senza neppure l’introduzione delle “elezioni primarie”.
Stiamo assistendo, forse senza consapevolezza, all’abrogazione di fatto, o quanto meno, alla
modifica di importanti norme costituzionali: l’art. 1 (dove è finita la Sovranità popolare?), l’art. 2 (… e la garanzia dei diritti inviolabili?), l’art. 3 (il principio di eguaglianza!), l’art. 49 (il metodo democratico dei partiti!), gli artt. 48, 56 e 58 (se il voto deve essere personale, eguale e diretto non è compatibile né con il premio di maggioranza, né con l’abolizione delle preferenze).
Siamo ancora una Repubblica parlamentare?
2. La questione economico-sociale: la crisi sta colpendo la qualità della vita degli italiani. Salari, stipendi e pensioni perdono costantemente e progressivamente il loro potere d’acquisto. In modo particolare le pensioni che non usufruiscono degli aumenti della contrattazione nazionale e aziendale e percepiscono un adeguamento ISTAT inferiore alla inflazione reale. Il risultato è che perdono ogni anno circa il 5% del potere d’acquisto e in pochi anni si trasformano in assegni assistenziali.
Le famiglie numerose e/o monoreddito soffrono duramente l’aumento dell’inflazione. Il sistema fiscale, che non riesce a colpire con forza l’evasione, non svolge alcun ruolo nel sostegno alle fasce più deboli della popolazione e delle famiglie.
Ci vogliono misure urgenti per tamponare questa drammatica situazione.
L’introduzione del “quoziente famigliare” è una misura indispensabile per evitare che la famiglia paghi le tasse anche su quella parte del reddito speso per allevare, educare ed istruire i figli. Tutti la promettono, ma nessuno la concede.
3. Il fallimento del collettivismo e la crisi del capitalismo di mercato richiedono alla politica una nuova strategia del sistema produttivo-consumistico. Dopo lo “stato imprenditore” anche lo “stato regolatore” sta mostrando i suoi limiti. Il mercato ha bisogno di regole, di correttivi e di integrazioni se non vogliamo che da strumento di sviluppo si trasformi in un veicolo di emarginazione e ingiustizia.
Dobbiamo abbandonare i miti della “società del benessere” e riprendere il discorso dei valori reali sui quali ricostruire una società fondata sulla persona e non sull’individuo.
Dobbiamo sottoporre ad analisi critica lo stesso concetto di sviluppo e di progresso (processo questo che in altre democrazie è iniziato da tempo) per passare da una economia fondata sui consumi individuali ad una società che costruisca il consenso popolare sull’esigenza di privilegiare i consumi d’interesse generale (ambiente, energia, qualità della vita, sicurezza, uno stato sociale non assistenziale, giustizia, sanità, ecc.).
La politica ha il dovere di ridare un senso alla vita associata e alla cultura comunitaria.

E’ TEMPO DI CAMBIARE.
Si può, anzi si deve, cambiare. Le dispute ideologiche appartengono al passato e servono solo a pochi per nutrire contrapposizioni formali al servizio del potere.
L’abbandono delle ideologie non significa, però, la rinuncia alle idee. Anzi, dobbiamo misurarci su questo piano perché lo Stato, così come è strutturato, non è più in grado di dare risposte soddisfacenti.
Lo Stato rimarrà l’estrema difesa dei diritti e della dignità del cittadino solo se effettuerà un profondo cambiamento in senso “sussidiario”, basando la propria organizzazione civile e politica sul protagonismo delle persone e sulla loro autonoma iniziativa per attività d’interesse generale.
E’ una rivoluzione democratica sulla quale intendiamo impegnarci.

Publio Fiori

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